Il vademecum del donatore, del Dott. Alessandro Moscetti


Cos’è il trapianto di cellule staminali emopoietiche

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE) si è affermato come una delle strategie terapeutiche più utili nella cura di emopatie maligne (es: leucemie acute o croniche, mieloidi o linfoidi) o ereditarie (Thalassemia Major) per le quali le terapie convenzionali offrono scarse possibilità di guarigione. Per trapianto si intende la sostituzione di un midollo osseo malato con cellule staminali sane in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue, ricostituendo le normali funzioni ematologiche e immunologiche. Il trapianto può essere autologo (trapianto di CSE dello stesso paziente dopo opportuno trattamento) o allogenico (trapianto di CSE da un donatore sano). In quest’ultimo caso è indispensabile reperire un donatore con caratteristiche genetiche simili a quelle del ricevente.

Il trapianto di CSE allogenico consiste principalmente in due fasi:
la prima è mirata alla distruzione delle cellule midollari del paziente con farmaci particolari e/o radiazioni;
la seconda consiste nella ricostituzione del patrimonio midollare del paziente, tramite l’infusione, per via endovenosa delle cellule staminali prelevate dal donatore compatibile.

Chi sono i donatori di midollo

Diventare donatore di midollo osseo molto semplice: occorre avere un’età compresa tra i 18 (per motivi legali) e i 40 anni, un peso corporeo superiore ai 50 Kg, essere sano o comunque non affetto da malattie croniche o gravi come l’Aids e l’epatite ecc; il sesso è indifferente. La disponibilità del donatore, una volta candidato alla donazione di midollo osseo, è valida fino al compimento del 55° anno di età.

Come avviene il prelievo di cellule staminali midollari nel donatore

Le cellule staminali midollari da donatore non consanguineo vengono prelevate dal midollo osseo mediante ripetute punture delle creste iliache (ossa del bacino).
Trattandosi di punture ossee, è necessario che il prelievo venga eseguito in anestesia generale o epidurale, risultando altrimenti doloroso.
Il prelievo dura, di norma, 30-45 minuti e non comporta complicazioni se non quelle legate alla procedura stessa (rischio anestesiologico, infettivologico, rischio di lesioni), come dimostra l’esperienza di oltre 150 mila prelievi di sangue midollare effettuati nel mondo. È comunque necessario che il donatore non presenti gravi alterazioni cardiocircolatorie e renali. La quantità di sangue midollare che viene prelevata varia fra i 700 e i 1000 mL; l’organismo non avverte nessun sintomo di carenza e il midollo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni; è opportuno, comunque, che, una settimana prima della data fissata per il prelievo, il donatore si sottoponga all’autodonazione di una o più unità di sangue che gli verranno reinfuse, in sala operatoria, per bilanciare il volume di sangue circolante.

Come avviene il prelievo di cellule staminali da sangue periferico (PBSC)

Poiché il sangue periferico, di norma, non contiene sufficienti quantità di cellule staminali emopoietiche per un trapianto, è necessario, prima del prelievo, incrementare il loro numero. A tal fine si somministra un fattore di crescita chiamato G-CSF (Growth-Colony Stimulating Factor- fattore stimolante la crescita cellulare) che ha la proprietà di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio nel sangue periferico. A causa della stimolazione che induce nel midollo osseo, il G-CSF può provocare alcuni disturbi, solitamente reversibili e di lieve o moderata entità, ben controllabili con comuni antidolorifici. I disturbi che più comunemente si possono avvertire sono: febbre, cefalea, dolori ossei di diversa entità (soprattutto al bacino, alla schiena, agli arti), senso di affaticamento e talora perdita di appetito. Il rischio di mortalità associato alla mobilizzazione di PBSC e alla loro raccolta (incidenti cerebro-vascolari, rottura di milza, ischemia miocardica, possibili proliferazioni di cellule leucemiche) in soggetti sani e non in età avanzata è molto basso, seppur non nullo. Non vi sono ad oggi evidenze tali da far considerare questo rischio superiore a quello inerente la raccolta di cellule staminali midollari. In un soggetto sano l’effetto di questi farmaci diventa visibile dopo 4-5 giorni di trattamento: è questo il momento previsto per la raccolta. I moderni separatori cellulari utilizzati prevedono circuiti e materiali rigorosamente sterili e monouso e possono richiedere due accessi vascolari (dalle due braccia): il sangue viene prelevato da un braccio, attraverso il circuito entra in una centrifuga dove la componente cellulare che interessa viene isolata e poi raccolta in una sacca apposita, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto. In caso di unico accesso vascolare, le fasi di prelievo e di reinfusione avvengono alternativamente dallo stesso braccio. Per raccogliere la quantità desiderata di progenitori emopoietici circolanti possono essere necessarie da 1 a 2 procedure, che si effettuano in giorni consecutivi.

La donazione è gratuita

Nessun onere economico per le prestazioni sanitarie di cui all’art. 5 della Legge n.52 deve essere imputato al volontario.

Dott. Alessandro Moscetti


Informazioni su Gertrude Ilpaesedigertrude

il paese di Gertrude è un'associazione di volontariato nata nel Gennaio 2013 con sede a Bonifati (CS). Si occupa di divulgare la cultura della donazione di midollo osseo e di promuovere la musica d'autore, attraverso un festival che si tiene dal 20 al 22 agosto a Cittadella del Capo.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>