Testimonianza di un donatore


Sono trascorsi 5 anni da quando ho scoperto che una persona a me cara era gravemente affetta da leucemia mieloide acuta.
Era primavera, e come un fulmine a ciel sereno, questa notizia sconvolse la mia vita e distrusse ogni mia certezza. Emozioni e dubbi invasero il mio cuore e una cascata di domande riempirono la mia mente; non riuscivo a immaginare, invece, che per questa persona sarei diventata poi l’unica spiaggia sulla quale approdare.
Mi recai in ospedale per sottopormi all’esame di tipizzazione; avrei potuto donare il mio midollo? Aspettai per 20 lunghissimi giorni i risultati, e dopo questa straziante ma speranzosa attesa, mia madre mi telefonò e fu gioia piena per me: il mio midollo era compatibile!
Avevo la possibilità di scegliere tra trapianto periferico eseguito tramite prelievo del sangue, e trapianto diretto dalle creste iliache posteriori. Scelsi quest’ultima opzione in quanto ritenuta, in quel caso, più efficace secondo i pareri degli specialisti.
I dottori riuscirono a dare risposta a tutte quelle domande che inevitabilmente mi ero posta e capii quasi istantaneamente che il solo pensiero di essere un’ancora di salvezza e di rappresentare quella possibilità che non a tutti è concessa, aveva spinto in un angolino tutte le paure. Perché mai avrei dovuto averne? Un semplice intervento, in cambio di una vita.
Il giorno del trapianto arrivò. Eravamo nella stessa stanza, l’una accanto all’altra e niente avrebbe potuto separarci, neanche quell’orribile malattia, saremmo state forti insieme. Prima di entrare la guardai negli occhi e non ci perdemmo in nessuna parola, mi ricordo solo un volto illuminato da un sorriso. Entrai nella sala operatoria, l’anestesia fece effetto e un istante dopo mi ritrovai nuovamente in quella stanza. Aprii gli occhi, ancora un po’ intontita la cercai, c’era una sacca piena di vita, la mia, che pian piano diventava la sua. La mattina dopo tornai a casa, servì solo una settimana di riposo e poi tutto come prima: nessun ostacolo, nessuna precauzione, il mio corpo fu subito pronto ad affrontare la quotidianità, la normalità.
Oggi, grazie ad un gesto di amore e solidarietà, la persona a cui ho donato il midollo osseo può leggere queste parole. È difficile riuscire a trasmettere l’emozione che si prova quando si è consapevoli di esser stati fonte di vita per qualcuno, qualsiasi sia il legame che ci lega ad esso. Purtroppo a volte accadono cose a cui non si può dare risposta, che sconvolgono il tuo modo di pensare, di amare, di vivere… ma la possibilità e la speranza di vedere uno spiraglio di luce, c’è sempre. Allo stesso modo anche nella vita si può avere una seconda chance, e io posso dirlo urlando: sono stata la possibilità di vita di mia sorella.


Informazioni su Gertrude Ilpaesedigertrude

il paese di Gertrude è un'associazione di volontariato nata nel Gennaio 2013 con sede a Bonifati (CS). Si occupa di divulgare la cultura della donazione di midollo osseo e di promuovere la musica d'autore, attraverso un festival che si tiene dal 20 al 22 agosto a Cittadella del Capo.

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